SICUREZZA E CONSAPEVOLEZZE IN PISCINA E NELLO SPORT

SICUREZZA E CONSAPEVOLEZZE IN PISCINA E NELLO SPORT

Intervista a Happy Aquatics & Wellnes, n° 2 anno 2018

 

Nel settore i rischi sono elevati e i più diversi, ma se affiancati da esperti credibili che fanno del rischio e della prevenzione il proprio ambito di specializzazione, le insidie vengono azzerate, con prospettive rassicuranti. Il modello di ANTHEA, Broker assicurativo

Nello sport ha sempre creduto, tanto da dare sostegno nella sua città alla pallavolo femminile con il progetto Volley Vicenza: una squadra di serie B1 e 10 società del territorio in rete con oltre un migliaio di giovani atlete. Flavio Marelli è presidente di Anthea Spa, società indipendente di brokeraggio assicurativo che negli anni si è specializzata nella gestione rischi del ramo Sport & Leisure. Con una particolare attenzione proprio al mondo delle piscine e dei centri wellness-sportivi. Forte di oltre 10 anni di esperienza e 30 collaboratori, Anthea Spa ha inaugurato una nuova stagione di soluzioni dedicate a dirigenti, imprenditori e operatori affiancandoli in aree di rischio e intervento spesso poco conosciute e considerate.

Flavio Marelli ha dimostrato di credere così tanto nel settore da decidere di investire per promuovere una nuova cultura imprenditoriale e manageriale. Un impegno che passa anche attraverso l’organizzazione di congressi e convegni di successo che stanno dando una spinta alla crescita apicale dell’Associazione Acquanetwork. Un mix di competenze, capacità, soluzioni e credibilità che rende Anthea un partner irrinunciabile per qualsiasi realtà sportiva e acquatica.

 

1) Quali le ragioni per cui una società affermata come la sua decide di investire nello sport e nel settore piscine in particolare?

È prima di tutto una scelta valoriale. Lo sport porta con sé principi importanti, come la corretta competizione, il miglioramento continuo, l’impegno a raggiungere gli obiettivi. Sono anche i valori della nostra cultura aziendale, lo spirito con cui affrontiamo ogni giorno le nostre sfide.

Quello dello sport è inoltre un mondo in cui c’è una consapevolezza crescente da parte di professionisti, società e aziende dell’importanza di affidarsi a operatori sempre più specializzati. Personalmente ci sta dando tante soddisfazioni. Per questo, sia a livello nazionale che locale, stiamo portando avanti progetti mirati per restituire al territorio quello che abbiamo avuto in questi 10 anni di storia.

2) Vi abbiamo seguiti fin dalle vostre prime apparizioni: in meno di 18 mesi avete saputo prendere per mano il nostro comparto, “educandolo” a nuove consapevolezze e guidandolo verso scelte a tutela di gestori, imprese e collaboratori. Come interpreta questa convincente missione e su cosa punta di più?

Ci siamo avvicinati a questo mondo con grande rispetto: per poter dare risposte su misura abbiamo voluto prima conoscere bene le esigenze e le problematiche. Con questo obiettivo abbiamo realizzato, in collaborazione con Acquanetwork, un’analisi su un campione di operatori rappresentativo del 15% dei gestori e del 30% degli impianti. Questa indagine ci ha permesso di capire le principali criticità e le opportunità aperte nel settore. Da qui siamo partiti perché ci stimola l’idea di riuscire a portare alle aziende soluzioni che le aiutino a essere più efficienti e sicure.

3) Secondo lei, quali sono le maggiori aree di debolezza che vanno protette e quali le più diffuse inconsapevolezze che espongono ad altissimi rischi chi gestisce una piscina o guida un’azienda?

Dalla nostra esperienza, confermata anche dall’analisi realizzata sul campo, le criticità ricorrenti sono principalmente due: da un lato, oggetti delle polizze imprecisati e costi non ottimizzati, dall’altro l’assenza di coperture per dirigenti e amministratori, per danni da maltempo ed eventi calamitosi come il terremoto.

4) Le consapevolezze più diffuse fra manager, titolari ed operatori sono sufficienti o c’è un deficit che espone a particolari rischi? Fra i rischi quali conseguenze comportano e come voi riuscite ad arginarli?

Tra gli aspetti più delicati, e spesso sottovalutati, c’è il profilo delle responsabilità che sono in capo agli amministratori. Questi ultimi rispondono infatti del loro operato anche con il patrimonio personale. Ne abbiamo parlato molto durante il roadshow di Acquanetwork perché si tratta di rischi anche pesanti per chi è alla guida di società e associazioni.

5) In quali ambiti i vostri interventi possono essere più proficui e vantaggiosi per le piscine e i centri sportivi? E per le aziende?

Quando si costruiscono soluzioni su misura le opportunità sono tante. Penso ad esempio al risparmio concreto nei costi, che si può avere mettendosi assieme in gruppi di acquisto. All’investimento sulle polizze weather, che permette alle aziende di alzare un argine contro l’incertezza, perché si fissa un limite al danno economico che una cattiva stagione può produrre. O ancora, come detto, penso alle polizze terremoto, che consentono di rifondere il danno anche al 100%, o a quelle D&O, fondamentali per la tutela degli amministratori.

6) Nel rapportarsi a società od aziende del comparto piscina-wellness cosa colpisce e convince di più i vostri interlocutori quando illustrate le vostre soluzioni?

Sicuramente il capire meglio che cosa può rappresentare per loro un broker e le tante opportunità che hanno per proteggersi da rischi spesso poco conosciuti. Il broker non è qualcuno che vende un prodotto, ma qualcuno che affianca il cliente aiutandolo ad analizzare le sue esigenze e a dotarsi delle soluzioni migliori. Il broker non è dalla parte delle compagnie, ma delle aziende. Crediamo molto in questo perché il nostro valore sta nel creare vantaggi per i nostri partner, in termini di costi, efficienza e sicurezza.

7) Che idea si è fatto delle piscine nazionali e quali potenzialità intravede fra quelle espresse o meno?

In questi anni abbiamo conosciuto realtà di grande eccellenza, gestite con enorme professionalità. Sono convinto che davanti c’è un futuro promettente e trainante. E questo anche grazie alla capacità, già dimostrata nei fatti, di rispondere in maniera innovativa a una domanda trasversale che va dal divertimento alla cura, dal benessere allo sport.

8) Nel suo percorso imprenditoriale e professionale quanto è importante essere parte di Acquanetwork e perché?

Per noi è fondamentale conoscere il settore con cui lavoriamo. Essere parte di Acquanetwork è quindi una scelta naturale: non ci accontentiamo di metterci al fianco delle aziende, ma vogliamo, per quanto possibile e con le nostre competenze, essere parte del loro processo di crescita e sviluppo. Fare squadra, favorire le relazioni, promuovere occasioni di confronto sono per noi valori imprescindibili. Con Acquanetwork questo non solo succede, ma succede ad alti livelli.

9) Che ruolo intende ritagliarsi nei prossimi anni nel settore piscina e quali obiettivi avete in generale o che ritiene possano portare benefici agli operatori del nostro comparto?

La nostra scommessa è di non essere solo fornitori per le aziende del comparto, ma diventare dei partner che aiutano nella crescita e nello sviluppo. Se arriveremo a questo traguardo avremo raggiunto il nostro obiettivo.

Leggi la rivista completa a questo link: https://issuu.com/happyaquatics/docs/ha_2_2018



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